"CHARLIE BONE E LA SCUOLA DI MAGIA"

Relazione di Matteo Di N.

Charlie (protagonista fin dal titolo del racconto) è un ragazzino di dieci anni che vive con la mamma,Amy, la nonna materna, Maise, quella paterna, Griselda, e uno strano zio di nome Paton. Un giorno mentre cerca di fare un regalo per il suo amico Benjamin (l’ingrandimento di una foto del suo fedele amico cane Pistacchio) per errore del fotografo ritira una foto che ritrae un uomo con in braccio una bambina. Guardandola con attenzione si accorge che è in grado di sentire voci angoscianti provenire dall'immagine. Sente parlare l’uomo ma anche la voce della donna che ha fatto la foto.
Da quel momento in poi tutto intorno a lui comincia a diventare strano e terribilmente pericoloso. Scopre che la sua famiglia da parte di padre ha degli strani poteri e la nonna, insieme alle sue tre sorelle bisbetiche, non aspettavano altro di capire se anche Charlie aveva un qualche dono per spedirlo così all’Accademia Bloor, ovvero una scuola per talenti artistici o per chi ha il talento della magia.

Charlie, grazie ai suoi poteri e ad alcuni amici che incontra all’Accademia, scopre così che probabilmente la morte di suo padre (colpevole di avere sposato una donna normale) non è stata accidentale e che forse non è nemmeno morto e capisce anche che qualcosa di molto brutto è accaduto alla bambina della foto (bambina e poi ragazza che, anche se assente per buona parte del libro è un personaggio principale attorno alla quale ruota tutta la storia). Di quest’ultimo fatto ne ha la certezza quando, appena entrato in Accademia, si sente chiamare in tono minaccioso dal professor Bloor: la paura è tanta che Charlie prova strane sensazioni e capisce che può, in casi estremi, leggere anche i pensieri delle persone. Capisce quindi che la bambina scomparsa si trova proprio all’interno dell’Accademia e che è tenuta lontana proprio dai Bloor (dal professor Bloor padre di Manfred, antagonista di Charlie).

Insieme ai pochi amici fidati che ha nella scuola e grazie a Benjamin (personaggio secondario ma molto utile nella risoluzione del mistero), mette in atto un piano grazie al quale riuscirà a ritrovare la ragazza. Questa infatti frequenta effettivamente l’Accademia sotto falso nome (Emilia) e viene tenuta costantemente sotto il potere magico dell’ipnosi di Manfred che le ha fatto dimenticare la sua vera identità e il suo passato. Il talento magico della ragazza, ed il motivo per cui volevano tenerla segregata, è quello rarissimo di sapersi trasformare in uccello e di saper volare.

Il padre della ragazza (morto anch’esso in modo misterioso) aveva costruito un cane meccanico che Charlie, ignaro di tutto, aveva regalato al suo amico Benjamin. Intuendo con il tempo che quell’oggetto avesse qualcosa di strano, Charlie e i suoi amici scoprono, osservandolo attentamente, che il cane contiene un messaggio vocale registrato che dà le istruzioni per far risvegliare la figlia che, confessa, lui stesso per bramosia aveva ceduto ai Bloor. Le istruzioni dicono però che l’oggetto in grado di risvegliare la figlia è un cofanetto che ha in libreria la cognata, la signora Ingledew. Charlie riesce ad entrare in possesso del cofanetto ma i Bloor fanno di tutto per cercare di rubarlo. Per fortuna non ci riescono e nel frattempo Charlie e i suoi amici riescono a far andare la ragazza (Emma nella realtà, Emilia in Accademia) a casa di uno di loro. Davanti a lei aprono il cofanetto e la ragazza si risveglia dal suo sonno indotto dai perfidi Bloor. Emma riesce così a tornare con la zia, la signora Ingledew, ritrovando la felicità e la voglia di vivere.

Anche se la storia è ambientata in tempi moderni all’interno della narrazione ci sono molte descrizioni che ritraggono ambienti apparentemente antichi. Si crea così un contrasto netto tra il tempo reale e quello antico di molti ambienti e anche di molte persone. Molti personaggi (la nonna paterna, le tre zie bisbetiche, Paton, la signora Ingledew) vengono descritte con abiti, acconciature e caratteri tipici di un tempo lontano. Questa dimensione in cui passato e presente si intrecciano si nota molto bene nell’Accademia. Quest’ultima è come se fosse una scuola medievale; i ragazzi invece di divise portano bizzarri mantelli, e mantelli neri e cupi portano gli stessi professori. I dormitori sono bui e illuminati da lanterne, la severità degli adulti e di certi ragazzi sarebbe oggi improponibile, così come improponibili sono le punizioni che danno ai ragazzi per piccoli sbagli. Quando però gli allievi oltrepassano la porta dell’Accademia, tutto torna alla normalità, tutto è di nuovo moderno e vicino a noi. La stessa cosa accade anche in casa di Charlie. Tutto sembra normale ma se si mette piede nella stanza di Paton si entra di colpo in un mondo antico fatto di libri di pelle, ingialliti, antichi e di storie che parlano di un mitologico Re Rosso. Anche le due nonne di Charlie rappresentano due epoche diverse: quella paterna rappresenta il mondo antico, quella materna la modernità. Infatti se si fa attenzione ai dialoghi che si scambiano le due notiamo che, pur vivendo insieme, questi ultimi sono pochissimi e praticamente le due non comunicano. Come fa la nonna materna a parlare con l’altra che rappresenta un’epoca che non esiste più?

Potrebbe se avesse doti magiche, ma la nonna materna non ne possiede e, guarda caso, proprio per questo è allegra e affettuosa. Infatti ho notato che in questo libro la magia assume un significato negativo. Non solo ne sono un esempio le due nonne, ma anche lo zio Paton. Questo ha il talento di distruggere, con l’energia che sprigiona, tutte le lampadine. Scoprì di avere questa dote alla festa del suo settimo compleanno, ma spaventò talmente tanto i suoi compagni che scapparono tutti e lui rimase solo. Solo è anche ai tempi di Charlie, perché il suo potere magico può effettivamente diventare molto imbarazzante. Anche i Bloor, da cui prende il nome l’Accademia, hanno poteri malvagi tanto da distruggere l’identità di molte persone (secondo me anche del padre di Charlie che, così lascia intuire la fine del libro, non è morto ma probabilmente sotto l’effetto dell’ipnosi di Manfred). Insomma tutti i poteri magici che vengono descritti nel libro causano tutti effetti negativi. Solo Charlie riesce a trarre vantaggio dal suo dono di sentire le voci dalle foto, vantaggio che, come abbiamo visto, diventa utile per scoprire la ragazza scomparsa. Degli altri personaggi con talento magico quasi non se ne parla (o molto poco). Non è un caso che l’unica a possedere la magia vera, quella che tutti noi sognamo, hanno tentato di distruggerla: Emma/Emilia sa infatti volare.

Il messaggio che la scrittrice vuole proporre è semplicemente la vittoria del bene (rappresentato da Charlie e i suoi amici) sul male (Manfred e i Bloor in generale), mentre le tematiche affrontate sono sostanzialmente la solidarietà e l’aiuto reciproco come unico comportamento valido per sopravvivere e vivere bene.

home page