Porte scee

Un importante sistema di difesa, sfruttato da sempre nelle fortificazioni, erano le cosiddette "porte Scee" (Troia) da skaiós = sinistro. Gli assalitori dovevano passare sotto le mura camminando con gli scudi portati al braccio sinistro, così venivano a trovarsi con la testa ed il fianco destro scoperti, per cui potevano essere colpiti agevolmente dai difensori (frecce e sassi).Il grande Federico II di Svevia sfruttò questa tecnica costruttiva nel Castello di Lucera.

Propriamente, una porta scea è un'apertura sghemba (obliqua ) che presenta il suo lato destro più avanzato e a quota superiore rispetto a quello sinistro; in tal modo, in primo luogo, non si poteva arrivare al suo fornice secondo una direzione perpendicolare - quindi con la massima forza d'urto - ma obliqua e, in più, si sarebbe mostrato il lato del corpo non protetto dallo scudo (che, se si brandisce la spada con la mano destra, si porta con il braccio sinistro proteso in avanti), proprio verso l'avancorpo difensivo; questo permetteva un migliore controllo degli attacchi esterni e, in definitiva, una tattica difensiva più efficace

porta cosiddetta scea

 

Per essere più sicura la porta "normale" ha bisogno di essere sormontata da una torre entro la quale si celano i difensori i quali, per di più, possono colpire frontalmente solo i primi nemici che arrivano, mentre quelli che stanno dietro hanno modo di preparare i mezzi per scalare le mura.

porta normale

Le porte scee sono diverse: le mura arrivano su piani diversi e, allora, la porta viene costruita perpendicolarmente ai due tratti di muro che congiunge.

Questo è importante perché gli assalitori, giungendo alla porta da destra, dovevano passare sotto le mura, dando al muro stesso il fianco destro il quale rimaneva scoperto, perché lo scudo veniva portato con la sinistra.

I nemici, così, potevano essere colpiti con facilità, anche perché procedevano in fila.

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